MARCO PANTANI: Una vita in Rosa

Casi irrisolti

“Colori, uno su tutti rosa arancio come contenta, le rose sono rosa e la rosa rossa è la più contata”

Questa non è una poesia di Boudelaire, né tantomeno l'espressione della vena artistica di un anonimo frequentatore di osterie. E' in realtà un biglietto trovato accanto al corpo senza vita di Marco Pantani. Una storia drammatica, la sua. E' proprio il caso di dire: dalle stelle alle stalle.

Le stelle le ha raggiunte con l'epica doppietta Giro d'Italia - Tour De France, nel 1998. Chi non ricorda la sua mitica scalata all'Alp Duez. Anche per i non appassionati di ciclismo, il vederlo correre, sudare, soffrire e vincere, entusiasmava, non c'è che dire. La sua classe infinita, unita ad una riservatezza ed umiltà davvero invidiabile, faceva di lui un campionissimo. Ma la mattina del 5 giugno 1999 accade un fatto imprevedibile e allo stesso tempo drammatico: a Madonna di Campiglio, prima della partenza di una tappa del Giro D'Italia, Pantani viene fermato ed escluso dalla corsa a seguito di un valore ematocrito più alto del consentito.

Ed ecco che l'Italia sportiva e non solo, si spacca in 2, tra innocentisti e colpevolisti: è un traditore, un  truffatore, un drogato, gridano gli uni; è innocente, è stato incastrato, e' stato lasciato solo, affermano gli altri. Noi, come al solito, non ci schieriamo, ci limitiamo ai fatti. E i fatti ci dicono, inconfutabilmente, che comunque è stato lasciato solo.

Che Pantani fosse un cocainomane è, ahimé, un dato di fatto. Ed è assolutamente giusto che ne abbia pagato il prezzo. Ma un prezzo così alto, come la morte, questo proprio no. Nel mondo del ciclismo, le bufere doping sono all'ordine del giorno. Sono caduti nella rete anonimi gregari e campioni conclamati. Anche loro ne hanno pagato il prezzo, ma comunque gli è stata concessa la possibilità di riscattarsi. A Marco no. Il suo carattere così chiuso, taciturno, ha poi aggravato la situazione.

Da quel giorno è nata la sua parabola discendente irreversibile, che ha avuto il suo tragico epilogo il 14 febbraio 2004. Pantani viene trovato morto nella stanza d5 del Residence Le Rose a Rimini. Gli inquirenti chiudono il caso in maniera celere, troppo celere, 55 giorni, un record! Attacco cardiaco dovuto ad eccesso di stupefacenti, in parole povere overdose di cocaina.

Ma noi non siamo inquirenti e non abbiamo alcuna intenzione di archiviare. Troppi lati oscuri, troppe Zone d'Ombra in questa morte. Pantani è stato ucciso? Perchè? E da chi? Ed ecco qui che rialeggia il fantasma della Rosa Rossa, l'organizzazione massonico-esoterica, cui avevamo fatto cenno nell'articolo dedicato a Rino Gaetano. Ma mentre per il cantautore calabrese si poteva ipotizzare un movente omicidiario, ricordiamo che Rino era un personaggio scomodo, amatissimo e seguitissimo all'epoca, i suoi testi di protesta e di denuncia potevano davvero destabilizzare il sistema, per Pantani dov'è il movente? A chi poteva dar fastidio? A chi poteva giovare la sua morte? I fautori della tesi complottistica affermano: troppe coincidenze. L'Hotel in cui è stato trovato morto si chiama Residence Le Rose, è morto il 14 febbraio, giorno di San Valentino, in cui tradizionalmente si regalano rose, il bigliettino trovato accanto al suo cadavere cita la rosa rossa.

Ora francamente, prendere in considerazione l'ipotesi omicidio ritualistico basandoci sugli elementi sopra elencati, ci appare alquanto forzato. Le coincidenze, se non hanno il supporto di elementi più concreti e probanti, non possono essere considerati e valutati quali indizi. Rimangono semplici coincidenze. Come diceva Totò, sono solo coincidenze che coincidono. Non possiamo pensare che tutti i delitti irrisolti hanno una matrice massonico-esoterica, solo perchè compare la rosa in uno scritto o in un nome o perchè il delitto si è consumato a Viterbo, il cui Santo protettore è Santa Rosa, o a Sora, che è l'anagramma di Rosa, o perchè accanto al cadavere è stata ritrovata una rosetta col pomodoro o perchè sommando le cifre della data di morte da il totale di 13, che per i tarocchi simboleggia la morte. Oppure 15 il diavolo e dunque il male, o 18 la luna, cioè l'inganno, il mistero.

Il campione statistico dei delitti irrisolti è purtroppo assai vasto. Quindi è altamente probabile, dunque possibile, che in molti di essi compaia il nome Rosa, o una località che abbia come protettore Santa Rosa, che sulla tomba vengano deposte rose e che la data della morte faccia il totale di 13, 15 o 18. E' semplicemente il caso, nel senso di combinazione. E noi non siamo né teologi, né filosofi, né esoterici, ma semplici analisti investigativi, e per noi il caso esiste.

Con questo non vogliamo escludere aprioristicamente l'esistenza di omicidi ritualistici, ma per prendere in seria considerazione una tale eventualità, ci occorre qualcosa di più di una rosetta col pomodoro... e, nel caso specifico di Marco Pantani, non è sufficiente il nome dell'hotel, un biglietto senza alcun senso e il fatto che sia avvenuto il giorno di San Valentino.

Ma allora perchè siamo convinti che qualcosa non quadra nella sua morte? Per una serie di motivi:

1)     L'appartamento è stato ribaltato completamente, incluso il bagno, ma Pantani non aveva segni sulle mani né tantomeno sulle unghie. Inoltre all'interno del residence nessuno ha avvertito rumori. Come è possibile?

2)     I testimoni che hanno visto la stanza, hanno descritto in maniera diversa la disposizione dei mobili messi a soqquadro. Perchè?

3)     Sono state trovate 2 scatole di resti di cucina cinese. Ma Pantani non li ha mai ordinati, ed inoltre non mangiava cibo cinese. Chi ha introdotto quel cibo?

4) Un perito, per timore che fosse trafugato il cuore di Pantani dall'obitorio, lo ha portato a casa sua, messo in un contenitore, senza avvertire la moglie. Perchè tale timore? Chi poteva avere interesse a trafugare il cuore di un cadavere?

 

Massimo Lippolis

centrometeo.com