VIA POMA: Tredicesima udienza

Casi irrisolti

Anche questa volta l’ex datore di lavoro di Simonetta Cesaroni non si è presentato davanti alla terza corte d’Assise nell’aula bunker di Rebibbia. Un altro certificato medico per Salvatore Volponi che soffre di depressione. Testimonianza rinviata alla prossima udienza che sarà il primo ottobre dopo la pausa estiva.

E’ tornato invece a parlare l’imputato, accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Raniero Busco ha fatto sentire la sua voce tramite i giornalisti presenti all’udienza.

“La mia vita adesso si è fermata. Mi sembra tutto così assurdo - ha detto il 44enne ex fidanzato di Simonetta - non ho dato nessun morso a nessuno, e comunque sia siamo arrivati alla 13^ udienza e mi sembra che di prove concrete e certe non ce ne siano”.  E in effetti il suo Dna sul corpetto della ragazza e il morso sul seno, al momento, non convincono, o almeno non sembrano portare ad un’accusa di omicidio.

 

Ancora non è chiaro infatti se il Dna rilevato sull’indumento di Simonetta era lì da un paio di giorni o rilasciato durante l’omicidio. Un dato che fin dalle prime udienze non è stato ancora chiarito definitivamente e probabilmente sarà difficile arrivare alla soluzione del mistero di via Poma tramite quella traccia di Dna.

 

L’udienza si è incentrata sulle dichiarazioni dei consulenti nominati dal pm, il direttore dell'Obitorio dell'Istituto di medicina legale dell'università La Sapienza di Roma, Ozrem Carella Prada, i medici odontoiatri Domenico Candida e Paolo Dionisi e il capitano del Ris di Roma Claudio Ciampini.

“È certo che il seno sinistro di Simonetta Cesaroni è stato morso; ci sono i segni tipici dell'incisività dei denti. E la lesione è compatibile con l'arcata dentale di Raniero Busco”.  Questa in sintesi la conclusione degli investigatori.

Carella Prada effettuò l'autopsia del corpo: “Arrivai sul posto alle due di notte. Simonetta era riversa in terra, supina - ha detto - Aveva uno stato di rigidità estesa su tutto il corpo e questo significava che erano passate diverse ore dalla morte”. Inoltre la certezza scientifica è che le lesioni “erano state provocate da una persona sicuramente non mancina. C'erano lesioni anche a livello degli occhi; la ragazza non era stata picchiata, ma le tumefazioni sulla parte destra del volto erano state causate presumibilmente da uno schiaffo inferto con la mano sinistra perché l'omicida probabilmente l'aveva minacciata e aveva già impugnato l'arma, forse un tagliacarte. Chi la uccise si mise anche a cavalcioni su di lei, e serrò le ginocchia per tenerla ferma”. Per Carella Prada si tratta di un omicidio di “estrema crudeltà ed efferatezza”.

E a proposito del ‘livido’ sul seno della ragazza sono intervenuti i due medici odontoiatri che si sono detti convinti che si tratti di un morso. “L'insieme delle caratteristiche del morso di Busco - hanno detto - sono tanto peculiari da renderlo unico. C'è compatibilità tra quel morso e l'arcata dentale di Busco». E Carella Prada ha aggiunto: “Quella lesione è assolutamente compatibile con l'omicidio e fu provocata quando la ragazza era ancora viva”.

“Io non ho fatto niente. La mia forza è l'innocenza – Ha ribadito Busco ai giornalisti - Penso si stia andando a senso unico”. Ha aggiunto di non sentirsi tranquillo ma di avere fiducia.  In merito alle consulenze medico legali di cui si è discusso in aula con gli esperti, Busco ha detto: “È tutto così assurdo, le ricostruzioni sono basate solo su ipotesi”.

Dunque, se l’imputato sente il bisogno di parlare, Volponi rimane nel silenzio. “La Corte, preso atto del certificato medico analogo a quello presentato per le precedenti udienze - ha detto il presidente Evelina Canale - che fa riferimento a marcata depressione ed ansia e che raccomanda di evitare qualsiasi situazione che possa creare stress, dispone un'ulteriore citazione per il primo ottobre prossimo”. A questo punto ci si attende un ulteriore certificato medico, in quel caso sarà applicato l'art. 512 del codice penale che prevede l'acquisizione delle dichiarazioni rese  in precedenza.

Dunque se da un lato uno dei testi di questo processo non rilascia alcuna testimonianza, dall’altro, quello della ricostruzione tecnica dell’omicidio, prosegue, e i denti di Busco sono al centro delle indagini.

I consulenti hanno esposto le analisi sulle caratteristiche dell'arcata dentaria dell'imputato: morso inverso e incrociato, anteriormente unico, denti con posizione irregolare con minore capacità di incidere al centro piuttosto che ai lati. Emerge che non vi siano stati evidenti cambiamenti nella posizione dei denti negli anni, ma solo una lieve riduzione della superficie incisale data dall'usura. “L'insieme delle caratteristiche del morso di Busco sono così peculiari da renderlo pressoché unico e quasi improbabile che ve ne siano un altro analogo”. Ecco appunto: “quasi” improbabile… come il corpetto e il reggiseno di Simonetta che era stato “forse” lavato…

Oltre all’udienza del primo ottobre sono state stabilite altre due udienze, il 7 e il 20 dello stesso mese.

 

Giovanni Lucifora

centrometeo.com