DELITTO GARLASCO: Cronologia

Casi irrisolti

Il 13 agosto 2007, avviene un fatto che scuote una tranquilla cittadina in provincia di Pavia. A Garlasco il corpo senza vita di Chiara Poggi, 26 anni, stagista, viene ritrovato sulle scale che portano alla tavernetta della sua villa. A ritrovarlo, il suo fidanzato, Alberto Stasi, 24 anni, laureando in Economia alla Bocconi.

 

Gli inquirenti concentrano subito le attenzioni sul fidanzato, che verrà interrogato  per 12 ore il giorno successivo.

La Procura sequestra le scarpe di Stasi e il suo pc. Davanti casa Poggi compare la foto di Chiara con le sue cugine, Paola e Stefania. Si scoprirà più tardi che si tratta di un fotomontaggio.

Il 16 agosto 2007 vengono resi noti gli esami autoptici: la ragazza è stata uccisa con un oggetto metallico non identificato tra le 11 e le 11.30.

Il 20 agosto 2007 Alberto Stasi viene ufficialmente indagato per omicidio volontario, con l'aggravante della crudeltà: rischia l'ergastolo.

Il 13 settembre 2007, Stasi, dopo aver revocato il mandato all'avvocato Giovanni Lucido, nomina 3 nuovi legali: il Prof. Angelo Giarda, e gli avv.ti Giuseppe e Giulio Colli.

Il 24 settembre 2007 Stasi finisce in carcere su provvedimento del Pm Rosa Muscio

Il 28 settembre 2007 Il Gip di Vigevano, Giulia Pravon, scarcera Stasi: gli indizi non sono sufficienti.

Il 16 novembre 2007 la consulenza tecnica dei Carabinieri del Ris dice che non ci sono tracce di persone estranee nella villa.

Il 20 dicembre 2007 c'è una nuova accusa per Stasi: detenzione e diffusione di materiale pornografico.

Il 16 aprile 2008, dopo 8 mesi viene dissequestrata la villa, i genitori di Chiara possono rientrare nella loro casa.

L'8 ottobre 2008 la Procura di Vigevano chiude l'inchiesta.

Il 3 novembre 2008 Stasi viene rinviato a giudizio.

Il 28 marzo 2009, a sorpresa gli avvocati di Stasi chiedono che il proprio assistito sia processato con il rito abbreviato.

Il 9 aprile 2009 inizia il processo. L'accusa chiederà 30 anni per Stasi; la difesa, l'assoluzione.

Il 17 dicembre 2009 la sentenza: Stasi viene assolto per insufficienza di prove.

Il 30 aprile 2010 Il ricorso in appello dei sostituti procuratori Rosa Muscio e Claudio Michelucci, unitamente a quello dell'avvocato di parte civile Gian Luigi Tizzoni. 3 sostanziali novità negli atti d'appello: la richiesta di un esame approfondito su un capello castano chiaro lungo 1,2 cm trovato nella mano sinistra della vittima; un riesame del martello sequestrato in casa Stasi; l'ampliamento della forbice per l'orario della morte.

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