SARAH SCAZZI: Mostri ed esseri umani

Casi irrisolti

Oramai sappiamo tutto di questa orrenda vicenda. Una storia meridionale che unisce l’Italia nel pensiero della giovanissima vittima che aveva la sola colpa di essere carina ma soprattutto ingenua. Una storia che unisce il paese; una storia non solo del sud, una storia oscura: quella dell’essere umano.


Al nord (Cogne, Novi Ligure, l’omicidio di Tommaso Onofri, ecc.), al centro (delitto di Arce, via Poma, Marta Russo, ecc.) e al meridione, l’uomo, inteso come essere umano, non perde occasione per ricordare quanto è sconosciuto a se stesso.

Gli investigatori hanno fatto un gran lavoro; eravamo già tutti lì a criticare, a consigliare, a dire “la cugina non mi convince…” oppure “la madre ha un atteggiamento troppo freddo…”; ecco, anche questa, è la storia oscura di tutti noi. Ovviamente quella dello zio-mostro è una storia che fa vomitare e che ci auguriamo tutti finisca come deve finire: ergastolo! Ma ergastolo vero. Il massimo che la giustizia umana può infliggere a chi compie azioni impossibili da giudicare per la tremenda efferatezza. Ergastolo e non pena di morte perché la morte la infligge chi vuole sostituirsi a Dio, esattamente come ha fatto Michele Misseri con la sua nipotina; uno zio-mostro che evidentemente un giorno morirà e lo farà dietro le sbarre e senza nessuno a piangerlo. E allora sì, chiediamolo tutti insieme, in un'Italia unita: ergastolo, non pena di morte. Io non sono Dio come credeva di essere lo zio-mostro. Io sono un essere umano, ma un po’ più umano di quell’essere.

I fatti.

Avetrana. Michele Misseri il 29 settembre fa credere di aver trovato casualmente il cellulare di Sarah. E’ un depistaggio.

Il 6 ottobre confessa l’omicidio: “l'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta”.

Luogo del delitto, il garage di casa Misseri. Bruciati i vestiti, l’ha gettata in un pozzo nella campagna di sua proprietà.

Il corpo di Sarah Scazzi viene recuperato il 7 ottobre. Era nudo e in posizione fetale.

“Non sapevamo quando sarebbe successo ma avevamo la forte sensazione che sarebbe successo”. I Carabinieri erano sicuri che avrebbe confessato. Il comandante provinciale di Taranto Giovanni Di Blasio ha sottolineato che “il profilo che avevamo immaginato di Michele Misseri forse ha aiutato i magistrati a percepire quale fosse la breccia che forse anche inconsciamente questo soggetto poteva offrirci per portarlo alla confessione”.

I militari adesso stanno accertando l’eventualità di altri complici.

Sarah, molto probabilmente, non ha sofferto troppo.

Quando è stata trovata era irriconoscibile.

In casa Misseri però già si sospettava qualcosa; questo si deduce da un’intercettazione ambientale nella quale Sabrina Misseri, figlia di Mario, cugina e amica di Sara, avrebbe detto durante un litigio con la madre: “se l’è portata lui...”. Una frase che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa.

Misseri, secondo il fratello di Sarah, Claudio, non aveva mai dato segnali di particolari attenzioni verso la sorella e lei non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: “quando eravamo insieme – ha detto il ragazzo a ‘La vita in diretta’ - non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana”.

Claudio poi ha aggiunto: “A questo punto spero proprio che mio zio prenda la decisione di suicidarsi. Farebbe l’unica cosa giusta della sua vita. Si mette a pari col disastro che ha combinato”. Parole decise pronunciate in uno studio televisivo. E sì, perché questa, è anche una storia televisiva…

 

Giovanni Lucifora

centrometeo.com