STEFANO CUCCHI: Terza udienza preliminare (VIDEO)

Casi irrisolti

 

“Mai e poi mai io ed miei genitori potevamo pensare di costituire un problema di ordine pubblico”. E’ l’amaro commento di Ilaria Cucchi all’uscita dal Tribunale di piazzale Clodio.

 

La sorella di Stefano, il 31enne geometra romano fermato lo scorso anno dai carabinieri per droga e morto dopo una settimana di detenzione, ha riferito ai giornalisti che l’attendevano all’esterno della città giudiziaria, di essere stata scortata fuori dai carabinieri contro la sua volontà.

“A mia madre – ha proseguito - è stato impedito di andare sul piazzale per fumare una sigaretta. Francamente non capiamo. Ci spiace veramente di aver dato così fastidio al pm. Tanto da costringerlo a lamentarsene davanti al giudice”. C’è un’aria strana attorno alla vicenda di Stefano Cucchi. Per capire perché il ragazzo è morto e soprattutto in che modo, sono in corso le udienze preliminari con la richiesta di 13 rinvii a giudizio. E nella terza udienza è stata negata, per il momento, una perizia di parte della famiglia Cucchi.

“La super perizia su Stefano Cucchi è stata rigettata non perché infondata, ma perché inammissibile in questa fase processuale” – ha sottolineato l’avvocato Paolo Anselmo, legale della famiglia; in pratica potrà essere riproposta.

La nuova perizia servirà a verificare se le lesioni provocate dal presunto pestaggio avvenuto nel tribunale di Roma abbia provocato la morte del geometra.

Per l'avvocato, il reato di lesioni colpose, contestato agli agenti penitenziari è insufficiente e ha ribadito la volontà di contestare l'omicidio preterintenzionale.

La procura ha anche chiesto che siano ammessi in aula giornalisti e videoperatori. Su questo, il gup Rosalba Liso, si è riservato di decidere prima della prossima udienza, fissata per il 26 ottobre.

“Si vorrebbe che i giornalisti si occupassero d'altro. Perchè? Meno male che ci sono i giornalisti” ha proseguito Ilaria Cucchi, “la morte di Stefano riguarda tutti”.

Fissate le date delle altre udienze: 9, 16 e 30 novembre. Dopodichè il giudice dovrà pronunciarsi sulle richieste formulate dai pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy, sul rinvio a giudizio di 13 persone.

In particolare è stato chiesto al gup di disporre il processo nei confronti di sei medici e tre infermieri dell'ospedale Sandro Pertini che ebbero in cura Cucchi, nonché di tre agenti penitenziari e del direttore dell'ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria.

I reati contestati: lesioni aggravate, abuso di autorità nei confronti di arrestato, falso ideologico, abuso d'ufficio, abbandono di persona incapace, rifiuto in atti d'ufficio, favoreggiamento e omissione di referto.

Gli agenti penitenziari, secondo l'accusa, il 16 ottobre del 2009 avrebbero picchiato Cucchi nelle camere di sicurezza del tribunale in attesa dell'udienza di convalida. I Medici e gli infermieri invece avrebbero abbandonato il paziente omettendo ‘di adottare i più elementari presidi terapeutici e di assistenza che nel caso di specie apparivano doverosi e tecnicamente di semplice esecuzione ed adottabilità e non comportavano particolari difficoltà di attuazione essendo per altro certamente idonei ad evitare il decesso del paziente’.

 

Giovanni Lucifora

centrometeo.com