VIA POMA: Sedicesima udienza (VIDEO)

Casi irrisolti

Salvatore Volponi deporrà il 12 novembre. Questa la novità dell’udienza lampo del processo per l’omicidio di Simonetta Cesaroni avvenuto negli uffici dell’Aiag in via Poma a Roma.

L’ex datore di lavoro della ragazza uccisa il 7 agosto del 1990, che sostiene di non essere mai stato all’Aiag di via Poma, “è in grado di rendere testimonianza”. A dirlo davanti ai giudici della III Corte d'assise di Roma, il dott. Piero Rocchini, incaricato dai giudici di fare una perizia neuropsichiatrica. Volponi è stato più volte ricoverato in quanto affetto da ‘disturbo dell'umore bipolare’.

L’uomo, che dice di non essere mai stato in via Poma prima dell’omicidio, è stato smentito da alcuni testimoni.

“L'idea di dover affrontare di nuovo giudici, avvocati e, soprattutto i giornalisti mi crea un' angoscia che mi distrugge. Sentire ancora il mio nome nei telegiornali o sui giornali mi manderà sottoterra” Queste le parole riferite da Volponi al neuropsichiatra Rocchini.

Fattostà che Volponi “ha piena capacità di rievocare in maniera sufficientemente obiettiva e precisa eventi che direttamente o indirettamente lo hanno coinvolto” essendo anche “innegabile una sua parziale fragilità emotiva, accentuata più dalla componente fobico-ossessiva che dall' elemento depressivo soprattutto di fronte ad eventuali contestazioni o nel sostenere confronti”. Secondo il neuropsichiatra, bisognerà creare una sorta di tutela del teste “nel corso del suo esame, di fronte a stimoli che potrebbero provocare un ingorgo emotivo, onde meglio preservarne precisione, obiettività, serenità di percezione e rievocazione».

Dunque tutto rinviato al 12 novembre, un’udienza fondamentale in quanto, oltre a Volponi, ci sarà anche l'esame dell'unico imputato Raniero Busco (ex fidanzato della vittima). Il successivo 17 novembre, con l'audizione dei testimoni della difesa, si chiuderà la fase dibattimentale.

La sentenza si avvicina.

 

Giovanni Lucifora

centrometeo.com