SARAH SCAZZI: L'ordinanza del Gip

Casi irrisolti


Dopo giorni e giorni di parole, immagini e approfondimenti, finalmente il quadro si sta chiarendo. Secondo gli inquirenti ad uccidere Sarah è stato lo zio Michele Misseri ma un ruolo che oserei definire fondamentale è stato quello di Sabrina, figlia di Michele e cugina della vittima.

 

Noi ci sottraiamo al pensiero unico che vuole che ognuno abbia una riflessione da fare su questo dramma. L’unica certezza, oggi, è che la storia che ci ha fatto arrivare ad Avetrana in provincia di Taranto è una vicenda orribile. Come orribili sono storie analoghe delle quali però non si parla. E ce ne sono, magari non con un finale così tragico.

Lasciateci però dire che la colpa del delitto di Avetrana non è imputabile alla televisione, ai giornalisti o all’opinione pubblica, bensì a determinati rapporti che si fondano sul clan, su un concetto della famiglia medioevale e soprattutto a un evoluzione umana che per tante, troppe persone, ancora non è un requisito fondamentale dell’esistenza. E allora l’unica riflessione da offrire è che se la storia dell’uomo ci deve insegnare qualcosa, questa volta ci ha insegnato che l’omertà, quella più brutta, occupa ampi spazi della nostra vita. Sì, nostra, perché tutti, anche noi, ci sentiamo protagonisti di vicende che dovrebbero lasciare lo spazio solo al silenzio invece che a giudizi frettolosi e gratuiti.

Ecco perché, oggi, pubblichiamo semplicemente l’ordinanza di custodia cautelare del Gip Martino Rosati nei confronti di Sabrina Misseri; ordinanza che tenta di chiarire i fatti che, con tutta la buona volontà, non hanno bisogno di altre parole. E allora ecco (tecnicamente -  secondo gli inquirenti) cosa è accaduto in un caldo pomeriggio di fine agosto ad Avetrana, provincia di Taranto, Italia.

 

ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

Nei confronti di Sabrina Misseri

 


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