BANDA DELLA MAGLIANA: 'Segreto criminale'

Casi irrisolti

Accendini e magliette ostentano i loro volti. Un film, una fiction e tanti libri ne ricordano le gesta. Il Libano, il Freddo, il Dandi, Bufalo e Patrizia. Gadgets per i giovani. Simboli cult per i più grandi. Sono il frutto del successo di ‘Romanzo Criminale’. Un racconto di Giancarlo De Cataldo che ha narrato vicende di sangue, di amicizia e di tradimenti. Un libro, una storia. Un evento letterario, cinematografico e televisivo, italiano, senza precedenti. Una piccola precisazione però: ‘Romanzo Criminale’ non racconta la storia della Banda della Magliana. E il Libano, il Freddo, il Dandi, Bufalo e Patrizia non sono Giuseppucci, Abbatino, De Pedis, Colafigli e Sabrina Minardi.

 

All’epoca, fine anni settanta e per tutti gli anni ottanta, un gruppo di killer controllava i traffici illeciti della capitale e aveva punti di contatto con la mafia e con apparati deviati dello Stato e del Vaticano. Erano violenti e senza scrupoli. Sempre.

A distanza di oltre 20 anni, il successo del film e della fiction, ha riportato alla luce le malefatte di questo gruppo di delinquenti, anche in modo inquietante. La cronaca ci ha riservato infatti notizie di giovani gang, tra i 15 e i 24 anni, arrestati per aver emulato i loro idoli: Libano, Bufalo e Dandi. I loro idoli…

Su Youtube si trovano le scene del film e della fiction. E si leggono questi commenti:

‘sono i numeri 1...!! nella realtà.......... GRANDISSIMI.

‘rega l’idolo mio è bufalo... l’unico che non si è pentito e sta ancora carcerato...’. (Bufalo è il personaggio più folle e violento).

‘Dandi s’é meritato de morì ma bufalo è un esempio per tutti’. (Dandi è il collegamento della ‘Banda’ con la mafia, il Vaticano, i servizi deviati e gli ambienti di estrema destra).

‘Per me il migliore delle serie è il FREDDO... il 2°è il BUFALO xk non è un infame come gli altri...’ (Il Freddo è un lucido assassino). Ma non sono tutti d’accordo:‘Er freddo è infame fracico!! ha mandato bevuto piu’ di 100 persone!!’

Immancabili i saluti romani:‘Ave Libbano... l'ottavo re di roma... Libano vive’. (Libano è il capo).

Questi commenti rivelano il dato più inquietante: la voglia di emergere senza distinguere la legalità dall’illegalità, la vita dalla morte, l’amore dall’odio. La realtà dalla finzione. E la realtà è molto lontana dall’ottima finzione di ‘Romanzo Criminale’. Passiamo allora alla realtà.

Sabrina Minardi. La donna del boss. Ex moglie dell’allora bomber della Lazio Bruno Giordano. Nel 1982 conosce Enrico De Pedis (soprannominato ‘Renatino’), criminale in giacca e cravatta vicino agli ambienti eversivi di destra, ai servizi deviati, al Vaticano, alla mafia e alla camorra. Sabrina divorzia da Giordano e diventa l’amante dell’uomo più enigmatico e controverso della Banda della Magliana. Dal 2008, dopo essere stata ascoltata dalla Procura di Roma, è la ‘supertestimone’ dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi (22 giugno 1983).

Raffaella Notariale, giornalista Rai, ha incontrato più volte Sabrina Minardi. Da questi incontri ne è scaturito un libro-intervista, ‘Segreto criminale’ (ed. Newton e Compton).

“Sabrina oggi è una donna molto malata, ha tanti problemi sia fisici che psicologici. Nel 2002 ha avuto un incidente automobilistico, 6 mesi in coma e ha perso l’uso del braccio destro. Soffre anche di una forte depressione causata dall’abuso di alcol e droga ed oggi è ancora in cura”.

La scomparsa di Emanuela Orlandi. Prima di proseguire l’intervista chiedo a Raffaella Notariale delucidazioni sull’attendibilità della Minardi: “Le sue parole sono state verificate dai magistrati che stanno cercando di fare chiarezza sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Dopo le sue dichiarazione, nel 2008, è stato aperto un fascicolo e sono state iscritte delle persone sul registro degli indagati. E ci sarebbero anche altre figure vicine al Vaticano, ma non posso aggiungere altro in quanto la Minardi è indagata e io sono stata chiamata più volte dai pm. Ci sono indagini in corso”.

Ma perché la Banda della Magliana avrebbe rapito la 15enne cittadina vaticana?

“Secondo la Minardi, ‘Renatino’ (Enrico De Pedis) parlava di un ricatto nei confronti di persone molto potenti e che rapire un cittadino vaticano avrebbe messo sotto pressione chi non decideva a dar loro qualcosa”.

Se uniamo questa dichiarazione a quella del giudice Rosario Priore che ha parlato di un prestito della Banda di 20 miliardi di lire al Vaticano, il discorso inizia a chiarirsi. “A gestire la situazione era monsignor Marcinkus, numero 1 dello Ior”. Il prestito doveva passare dallo Ior al movimento polacco Solidarnosc, prestito che tardava a rientrare, “da qui l’esigenza di pressare l’istituto di credito vaticano. Bisognava ricattare in particolare  il Papa”, afferma Priore.

Nel libro della Notariale si legge la dichiarazione di un altro membro della banda, ‘Accattone’ (Antonio Mancini, collaboratore di giustizia): “I soldi arrivavano o non arrivavano come dovevano arrivare. Allora abbiamo individuato la Orlandi come un ulteriore passo per far pressione sul Vaticano”. E il 10 dicembre 2009 Mancini aggiunge che il rapimento fu opera di Enrico De Pedis e di altri personaggi della Banda.

Omicidio Calvi. Il banco Ambrosiano e lo Ior erano molto legati. Nel maggio del 2006, il figlio di Roberto Calvi (il presidente del banco Ambrosiano, membro della P2 e in affari con la mafia), sostiene che il rapimento Orlandi, l’attentato a Giovanni Paolo 2°, le foto del pontefice in piscina in costume da bagno e il ‘suicidio’ del padre, sono fatti legati tra loro. “Carlo Calvi non sbaglia - dice la Minardi – e per quanto ne so, Emanuela Orlandi è stata uccisa e gettata in una betoniera a Torvajanica. In procura, al di là della Banda della Magliana, sanno che il Vaticano è fondamentale per la risoluzione del caso. Con la mia confessione e l’aiuto dei collaboratori di giustizia – conclude l’ex pupa del boss testaccino – qualcosa è venuto fuori, ma è solo la punta di un  iceberg più vasto”.

Entro la fine dell’anno si prevedono colpi di scena di una storia reale molto lontana da una fiction di successo.

Giovanni Lucifora

centrometeo.com