EMANUELA ORLANDI: Il silenzio del Papa

Casi irrisolti

L'appello per far luce sulla scomparsa di Emanuela Orlandi in piazza san Pietro.

Ratzinger ignora la folla guidata dal fratello della cittadina vaticana.

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In mano la foto di Emanuela - quella con la fascetta sulla fronte che tutta l'Italia ricorda - un folto gruppo di persone si è radunato oggi in Piazza San Pietro, sotto la finestra da cui il Papa ha recitato l'Angelus, per ricordare che la scomparsa di Emanuela Orlandi attende ancora una risposta. A guidare la piccola folla, Pietro Orlandi, il fratello della cittadina vaticana svanita nel nulla il 22 giugno 1983. Mentre il Papa parlava, Pietro ha tenuto lo sguardo fisso su Benedetto XVI, aspettando una parola che oggi non è arrivata.

«Sono deluso: hanno perso una grande occasione per riscattare 28 anni di silenzi e omerta», ha detto a caldo, quando la finestra dell'appartamento papale si è richiusa. Le persone che erano con lui avevano appena finito di scandire a gran voce e ripetutamente il nome di Emanuela. A metà ottobre Pietro ha rivolto al Papa un appello-petizione per chiedere «verità e giustizia» sulla vicenda di sua sorella, invitando chi volesse aderirvi a scrivere a emanuela libero.it. A quell'indirizzo sono arrivate oltre 45 mila mail. Il 9 dicembre Pietro ha consegnato quell'appello nelle mani del segretario particolare di Benedetto XVI, mons. Georg Gaenswein, con il quale ha avuto un colloquio. E questa mattina chi insieme lui è andato in piazza S.Pietro, aveva con sè oltre alla foto di Emanuela, anche il testo dell'appello e un foglio con 10 domande sui misteri del caso Orlandi. Domande che chiamano in causa il Vaticano, lo Stato italiano, la banda della Magliana, la Procura di Roma, i Servizi, tutti i soggetti che le corso degli anni sono entrati in questa storia.

Una storia rimasta bene impressa nella memoria degli italiani. L'incipit di molte delle mail arrivate a Pietro in questi mesi lo prova chiaramente: «Avevo 13 anni quando sua sorella è scomparsa...». «Avevo 32 anni quando sentii la notizia...». Tra chi ha aderito ci sono anche personaggi noti, come Dario Fo e Franca Rame, e diversi sacerdoti. «Sostengo con fermezza la richiesta di trasparenza all'interno della Chiesa per la Sua credibilità stessa», scrive un missionario. Pietro spera che il Papa prossimamente possa dire qualcosa che aiuti a «rompere il muro di omertà che c'è nello Stato italiano e in quello Vaticano. La verità evidentemente dà ancora fastidio a qualcuno».

Tra Italia e Vaticano, aggiunge, «ci vuole collaborazione. Invece la collaborazione c'è stata per insabbiare». Oggi però un piccolo appello per Emanuela tra le mura vaticane c'è stato. Nella chiesa di S.Anna, che la ragazza frequentava, alla messa delle 10, durante la preghiera dei fedeli una donna, che era un'amica di Emanuela, ha espresso una sua personale intenzione: «Ogni tanto - ha detto - mi sembra di vederti seduta qui in Chiesa al secondo banco con i lunghi capelli neri. Invece non ci sei. Ti hanno tolto la felicità e la possibilità di diventare una donna». (ANSA)

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