PASOLINI: Pelosi ha paura

Casi irrisolti

Pino 'la Rana' sulla tomba del poeta: "non parlo per paura".

Veltroni: "verità vicina"


Dopo 36 anni da quella sera di novembre Pino Pelosi, condannato per l'uccisione di Pier Paolo Pasolini, è stato sulla tomba del poeta a Casarsa nel Friuli. «Gli ho voluto chiedere scusa ma il mio silenzio, finora - dice - è stato dettato dalla paura. Ho paura a fare nomi, uno in particolare, perché per anni sono stato minacciato di morte. E comunque non li farò mai. È gente che non perdona.

Ora Pasolini avrebbe compiuto 90 anni e sono andato sulla tomba a deporre un mazzetto di fiori per spiegare il mio silenzio. Magari sono persone che sono morte quelle di cui non parlo, o é morto uno in particolare, non lo so, ma non lo posso fare. Tutto quello che potevo fare l'ho fatto, parlando della 1500 scura arrivata quella sera e confermando tanti particolari. Vorrei che anche gli amici di Pasolini dessero il loro contributo di verità alla vicenda dato che tacciano da molti anni».
Veltroni: la verità è vicina. Walter Veltroni, dopo che ieri ha presentato a Roma l'ultimo libro di Pino Pelosi “Io so ... chi ha ucciso Pasolini”, torna su twitter sulla vicenda: «In dibattito Pelosi ha ammesso che la sua prima versione sul delitto gli è stata suggerita da qualcuno e che lui non ha mai pagato gli avvocati e i periti che qualcuno suggerì alla sua famiglia. I periti erano Semerari, Ferracuti e la Carrara».Veltroni sottolinea che Pelosi ha confermato che gli assassini di Pier Paolo erano sei e di aver paura di fare uno dei nomi. «Pelosi è Pelosi, ma la verità si avvicina. Sono convinto da anni e sempre più. Ho fiducia nei magistrati che hanno riaperto il caso».


(fonte: il Messaggero)

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