EMANUELA ORLANDI: Il vaticano conosce la verità

Casi irrisolti

Secondo i magistrati, alcuni esponenti della Santa Sede,

conoscono la verità.

E la tomba di De Pedis  resta chiusa.


La verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi sarebbe a conoscenza di personalità del Vaticano. È quanto riferiscono gli inquirenti della Procura di Roma a proposito dell'inchiesta sul presunto rapimento della figlia di una dipendente della Santa sede, scomparsa nel giugno del 1983.

Per i pm titolari dell'indagine, che circa due anni fa hanno svolto un sopralluogo nella cripta, non sussisterebbe più la necessità di aprire la tomba in quanto si ritiene inverosimile che al suo interno vi possano trovare resti di altre persone oltre a quelli di De Pedis, considerando anche che questi è morto sette anni dopo la scomparsa della Orlandi. A collegare la scomparsa della Orlandi con uno dei capi della banda della Magliana fu una telefonata giunta alla trasmissione «Chi l'ha visto?» nel settembre 2005. Una voce anonima (che secondo una perizia del 2010 sarebbe da attribuirsi a Carlo Alberto De Tomasi, figlio di «Sergione» legato alla Banda della Magliana) affermò che per trovare la soluzione del caso Orlandi bisognava «vedere chi è sepolto nella cripta della basilica».

De Pedis fu ucciso il 2 febbraio 1990 in un regolamento di conti a Campo dè Fiori. Sepolto inizialmente al cimitero del Verano in un loculo di famiglia, la vedova riuscì a farne traslare la salma a Sant'Apollinare grazie al via libera dell'allora arcivescovo vicario di Roma, Ugo Poletti. Il sopralluogo del luogo dove si trova la tomba di De Pedis venne effettuato dal procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, e svolto dopo l'audizione, quale persona informata sui fatti, di Pedro Huidobro attuale rettore della basilica. Secondo un'analisi della cripta, la tomba di De Pedis si troverebbe in un piccolo ambiente, una stanza accessibile tramite una porta in ferro. Le chiavi del cubicolo sono in possesso solo del rettore e di Carla Di Giovanni, vedova De Pedis. La tomba sarebbe molto simile a quelle realizzate per la Santa Sede. Poco distante, sempre nella cripta, è presente un ossario composto di resti che un tempo erano depositati senza alcun criterio nei cunicoli della basilica. Si tratta di un dedalo di strettoie, ora chiuse, che un tempo permettevano di raggiungere anche la sede della scuola di musica dove la Orlandi studiava flauto.

È convinzione degli investigatori che qualcuno, in Vaticano, conosca il perchè della scomparsa di Emanuela Orlandi avvenuta il 22 giugno del 1983 quando la ragazza aveva 15 anni. Tra le certezze emerse dall'indagine il fatto che la Orlandi prima di sparire sia stata seguita e che nella vicenda abbiano avuto un ruolo esponenti della Banda della Magliana fra i quali anche lo stesso Enrico De Pedis detto 'Renatinò. Coinvolti nella vicenda singoli esponenti della banda il ruolo dei quali è ancora all'esame degli investigatori per accertare se parteciparono al rapimento ovvero se il loro ruolo fu quello di gestire il rapimento. Nell'ambito dell'indagine sono indagati Sergio Virtù, Angelo Cassani detto 'Cilettò, e Gianfranco Cerboni detto 'Gigettò. Alla loro identificazione hanno contribuito non solo le indagini svolte dagli investigatori ma anche da pentiti. Indagata nella vicenda anche Sabrina Minardi che fu compagna di De Pedis dopo essere stata moglie del calciatore Bruno Giordano.

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