EMANUELA ORLANDI: Esami delle ossa, a luglio i risultati

Casi irrisolti

Fonte: Il messaggero.it

Caso Orlandi, all'esame l'ossario della basilica:

risultati a luglio.

La salma di Renatino forse sarà cremata


Duecento cassette e un sacco di juta pieni di ossa, conservati dopo un restauro avvenuto nel 2005. E' quanto è stato trovato nei sotterranei della basilica di Sant'Apollinare, vicino alla tomba di Enrico De Pedis che ieri èstata aperta e ispezionata. Il corpo è del boss della banda della Magliana, ma adesso si dovrà analizzare tutto l'ossario: «Si tratta di reperti risalenti all'epoca pre-napoleonica, è un lavoro piuttosto lungo che durerà ancora un paio di giorni» ha detto il capo della Squadra Mobile di Roma, Vittorio Rizzi che ha spiegato: «nel 2005 c'è stata una ristrutturazione dell'intera basilica, sicuramente è cambiato tutto rispetto allo stato dei luoghi. Noi lavoriamo su quello che troviamo oggi dopo anni di ristrutturazione» che ha riguardato anche i locali dell'ossario perché‚ «è stato tutto ristrutturato».


Risultati esami ossa entro fine giugno. Si saprà tra la fine di giugno e l'inizio di luglio se tra le ossa trovate nei sotterranei della basilica ci sono anche quelle di Emanuela Orlandi. Gli esperti della polizia scientifica incaricati di esaminare le circa 200 cassette con resti umani trovate nell'ossario della chiesta completeranno nel giro di quattro-cinque giorni la separazione delle ossa antiche da quelle più recenti. Poi, tra queste ultime, cercheranno di selezionare quelle di sesso femminile e, possibilmente, compatibili con la struttura di una quindicenne. La fase successiva sarà il prelevamento del Dna e la comparazione con il codice genetico di Emanuela Orlandi. 

La fine dell'inchiesta ad autunno. Gli accertamenti dovrebbero concludersi entro l'inizio dell'autunno, indipendentemente dal risultato sugli esami cominciati ieri in piazza Sant'Apollinare. Cinque gli indagati con l'accusa dell'omicidio di Emanuela: tra loro Sergio Virtù, autista di De Pedis, Angelo Cassani, detto Ciletto, Gianfranco Cerboni, detto Gigetto, tutti in un qualche modo legati all'holding del crimine attiva a Roma negli anni settanta/ottanta, e Sabrina Minardi, la supertestimone che ha ricollegato la sparizione della ragazza alla Banda della Magliana. 

Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Simona Maisto hanno in programma ancora una serie di atti istruttori e quindi tireranno le fila dell'inchiesta decidendo se sussistano i presupposti per chiedere il rinvio a giudizio degli indagati o l'archiviazione delle loro posizioni.

La decisione della Procura di perquisire la basilica.
A far decidere alla procura che era arrivato il momento di andare a vedere cosa ci fosse dentro quella bara, è stata una telefonata arrivata alla trasmissione «Chi l’ha visto?» a settembre del 2005. Già nel ’97 Il Messaggero aveva dato la notizia della sepoltura di De Pedis in quella chiesa, ma a far muovere i pm furono le dichiarazioni di un uomo che diceva anonimamente al telefono: «Per trovare la soluzione al caso di Emanuela Orlandi andate a vedere chi è sepolto nella cripta della basilica di Sant’Apollinare, e del favore che Renatino fece al cardinal Poletti, all’epoca». In seguito anche l’ex amante del boss, Sabrina Minardi, decise di parlare con i magistrati e rivelò che a sequestrare la figlia del commesso vaticano era stato proprio De Pedis.




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