EMANUELA ORLANDI: Capelli e ossa, al via nuove analisi

Casi irrisolti

Dopo le ultime ‘novità’, la Procura prepara la sua mossa

Proseguono le indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, un caso che sembra non finire mai e in effetti mai potrà finire finché davanti ai magistrati non arriverà uno ‘straccio’ di prova che indirizzi definitivamente sulla pista giusta. Dopo il flauto consegnato dal fotografo Marco Fassoni Accetti che qualche tempo fa si autoaccusò pubblicamente di aver partecipato ai rapimenti della Orlandi e di Mirella Gregori (l’altra quindicenne scomparsa poche settimane prima di Emanuela). Dopo le dichiarazioni di Sabrina Minardi, l’amante del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis: “Emanuela è stata gettata in una betoniera a Torvajanica” e dopo l’apertura della tomba del boss all’interno della basilica sant’Apollinare (I risultati definitivi delle analisi sulle ossa saranno resi noti, forse, a dicembre), adesso la Procura di Roma ha disposto degli accertamenti su una ciocca di capelli inviata da un anonimo alla redazione di Chi l’ha visto? e alla sorella di Mirella Gregori.

Nei plichi c’erano anche alcuni messaggi in codice e all'apparenza incomprensibili. Forse il complicato puzzle di testimonianze e reperti inizia a prendere forma, o forse è un altro buco nell'acqua, nel frattempo occhi puntati sulle analisi della ciocca di capelli; anche in questo caso i risultati dovrebbero arrivare entro la fine dell’anno.
A luglio gli inquirenti avevano prelevato il dna alla mamma di Emanuela ed erano stati avvisati alcuni indagati per la nomina di eventuali consulenti di parte. Tra loro anche don Pietro Vergari, ex rettore della basilica di S. Apollinare, dove era seppellito De Pedis, vicino al luogo dove Emanuela sparì il 22 giugno del 1983.

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