EMANUELA ORLANDI: 5 gli indagati

Casi irrisolti

La sensazione è forte, quasi palpabile: il rapimento di Emanuela Orlandi, a distanza di quasi 30 anni, inizia a chiarirsi; sia chiaro da subito, la soluzione definitiva del caso è lontana e forse non arriverà mai, però qualcosa di importante sta accadendo. E’ di questi giorni infatti la notizia che la Procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati altre 2 persone.

Emanuela Orlandi, cittadina vaticana, sparì dal centro di Roma il 22 giugno del 1983. Papa Wojtyla, all’epoca, fece molti appelli per la sua liberazione, nonostante nessuno avesse mai parlato di sequestro.

Non si seppe mai chi organizzò l’operazione; ci furono varie ipotesi e una di queste indicava alcuni personaggi interni della Santa Sede e elementi della banda della Magliana. Una storia strana. Fatta di presunti depistaggi, collegamenti più o meno plausibili con i lupi grigi di Ali Agca e manovratori oscuri.

Oggi le indagini sono affidate al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al sostituto Simona Maisto. I Magistrati stanno lavorando in silenzio da mesi.

La direzione intrapresa conduce alla famigerata banda della Magliana, al suo boss Enrico De Pedis (‘Renatino’) e alla sua sepoltura dopo essere stato ucciso il 2 febbraio del ‘90. E sì, perché ‘Renatino’, riposa all’interno della basilica di sant’Apollinnare a Roma, territorio Vaticano.

Nel 2008 a fare il nome della banda fu Sabrina Minardi, ex compagna di ‘Renatino’. Si spinse a dire che Emanuela era stata uccisa e fatta sparire in una betoniera a Torvajanica, sul litorale romano. Ma disse anche altre cose, e cioè che il rapimento della ragazza, all’epoca 15enne, fu deciso da Monsignor Marcinkus, presidente dello I.o.r. (la banca del Vaticano) e morto nel 2006. Di questo alto prelato ci occuperemo in altri articoli.

Torniamo ai giorni nostri. Nei mesi scorsi i Magistrati hanno interrogato 3 persone in qualche modo legate al gruppo criminale di De Pedis. I 3 sono stati iscritti sul registro degli indagati. Si tratta di Sergio Virtù, 49 anni, l’autista di De Pedis, Angelo Cassani, 49 anni (‘Ciletto’) e Gianfranco Cerboni, 47 anni, (‘Giggetto’).

La Minardi è diventata a tutti gli effetti il super testimone della vicenda. Pochi giorni fa è stata arrestata per reati non legati al sequestro.

L’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Capaldo e dal sostituto Simona Maisto porterebbe all’ipotesi di un rapimento compiuto da 5 persone. Tre sono già indagate, oggi veniamo a sapere che altre due persone, a carico delle quali ci sarebbero già elementi di responsabilità, avrebbero partecipato al sequestro.

Intanto i magistrati hanno interrogato il misterioso 'Mario’, il telefonista che pochi giorni dopo la scomparsa di Emanuela chiamò casa Orlandi. E’ uno dei due nuovi indagati? Il silenzio degli inquirenti prosegue ma il lavoro sembra entrato nel vivo. ‘Mario’ avrebbe infatti detto cose importanti, e forse inquietanti, sulla sepoltura di Enrico De Pedis a sant’Apollinare.

L’uomo telefonò il 28 giugno casa Orlandi affermando di aver visto Emanuela, dopo la sua scomparsa, insieme ad un'altra ragazza e ad un uomo. Vendevano cosmetici. Se si tratta dell’uomo giusto, l’indagine potrebbe rivelare le risposte, tante, che dal 1983 ci poniamo.

‘Il telefonista’ non avrebbe avuto un ruolo attivo nel sequestro ma sarebbe a conoscenza dell'intera vicenda. Nell’indagine entra in quanto amico di alcuni conoscenti di Enrico De Pedis.

Per gli inquirenti il sequestro sarebbe stato organizzato e gestito proprio dal De Pedis con la complicità di uomini di fiducia ma non appartenenti alla banda della Magliana.

I p.m. nei giorni scorsi hanno ascoltato altre persone sempre collegate al gruppo criminale che insanguinò Roma tra gli anni ’70 e ’80. Tra loro Carlo De Tomasi, figlio di Giuseppe (’Sergione’), legato a De Pedis, amico di Marco De Pedis, fratello minore di ‘Renatino’, e la super teste Sabrina Minardi.

Anche a De Tomasi sono state rivolte domande sulla sepoltura del boss della banda a Sant’Apollinare. Appare evidente come la basilica, che si trova vicino all’ultimo luogo in cui è stata vista Emanuela, è al centro dell’attenzione degli investigatori; è un chiaro collegamento tra la banda della Magliana e il Vaticano?

Sabrina Minardi, la ragazza del boss dal passato burrascoso, è da considerare un teste attendibile?

E che accertamenti sono stati fatti sulle parole di Ali Agca, l’attentatore del Papa, che continua a sostenere che Emanuela è viva e sta bene? L’ex Lupo Grigio, dopo la sua scarcerazione, è tornato all’attacco sostenendo che la ragazza si troverebbe in Europa. Per il momento sembra però che la cosiddetta ‘pista turca’ non sia stata presa in considerazione.

Indagine difficile, innanzitutto perché è trascorso tanto tempo, poi perché chi doveva depistare ha avuto la possibilità di farlo, ma soprattutto, perché potrebbero svelarsi Zone d’Ombra all’interno delle quali ci potrebbero essere nomi eccellenti.

 

 

Giovanni Lucifora

centrometeo.com