VIA POMA: Decima udienza

Casi irrisolti

Le perizie sul computer dell’A.i.a.g. sul quale stava lavorando Simonetta e le deposizioni di alcuni amici della comitiva di Morena, questi i punti approfonditi oggi in aula. Dopo la richiesta di tempo per le trascrizioni delle intercettazioni da parte del perito è stato chiamato Luigi Poli, amico di vecchia data di Raniero Busco, e di conseguenza amico della ragazza dalla fine degli anni ottanta.

I nomi entrano nella vicenda in quanto presunti corteggiatori di Simonetta.

Poli ha dichiarato di aver visto Busco al bar della comitiva tra le 17 e le 19 mentre stava lavorando su un’auto assieme a un altro amico, Fabrizio Priori. Non dimentichiamo che i ricordi tornano indietro di 20 anni…

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Il pm Ilaria Calò ha chiesto delucidazioni su una intercettazione telefonica del 26 gennaio 2007 nella quale Poli parlando con Samanta Dionisi dice: “Raniero qualche mezza cazzata strana l’aveva detta a Roberta Foschi (la sua fidanzata nel ‘90)”. Lui ha risposto di non ricordare tale frase.

E’ stata quindi la volta di Fabrizio Priori che all’epoca dei fatti conosceva Raniero da circa 5 anni. L’uomo ha detto di essere tornato da Pomezia verso le 16-16,30 dove lavorava. Ricorda di aver incontrato Busco al bar ma non ricorda cosa stesse facendo. Ma il punto che il magistrato ha voluto chiarire era un litigio che Priori avrebbe avuto pochi giorni prima con la sua ex ragazza (Roberta Foschi) causato da Simonetta. Un litigio che lo avrebbe portato a tirare sassi alla finestra di casa della Foschi. Ha anche precisato che la storia con Roberta Foschi finì perché lei voleva sposarsi e andare a vivere in Canada. Più volte ha ribadito di non aver mai minacciato Simonetta. Da aggiungere che Priori fu ascoltato per la prima volta dagli investigatori 16 anni dopo l’omicidio.

Altro amico della comitiva a deporre è stato Franco Brucato, amico anche lui di Raniero e tramite quest’ultimo, amico di Simonetta. A domanda precisa ha risposto di non aver mai avuto interessi sentimentali nei confronti della vittima. In quel periodo inoltre, ha precisato, aveva una relazione con un’amica di Simonetta.

Doveva essere ascoltata anche Roberta Foschi ma attualmente vive in Canada. Il pm ha chiesto l’acquisizione delle deposizioni rilasciate ai carabinieri senza quindi l’obbligo di farla comparire davanti alla Corte.

Dopo gli amici è stata la volta dei tecnici per le perizie sul computer. Gli esperti della ditta Insirio (l’azienda fornitrice dei programmi dei computer), Pietro Camolese e Stefano Carucci, hanno riferito che Simonetta quel giorno ha acceso il terminale 4-5 minuti prima delle 16,37, ora nella quale il programma richiesto ha terminato il caricamento ed è stato spento, accidentalmente, all’1,26 di notte. Da notare però che all’epoca l’orario veniva inserito manualmente dall’utente nel momento dell’accensione. Sul lavoro che stava svolgendo hanno precisato che Simonetta aveva inserito due prime note e la terza era in corso.

Altri due esperti, Valerio Franchina e Piero Martinetti, hanno svolto altri accertamenti nel 2005 affermando che il computer, dopo l’omicidio, fu riutilizzato, almeno fino a 5 anni dopo; inoltre non era abilitato alla navigazione ma aveva bisogno di un modem che non è mai stato trovato.

E nella giornata della decima udienza, arriva dal Corriere del Mezzogiorno la notizia che nel corpo di Pietrino Vanacore non c’era veleno. L’ex portiere di via Poma si è suicidato il 9 marzo in Puglia. Secca però arriva la smentita (Agenzia Adnkronos):

Non solo la perizia medico-legale non è stata depositata nè mi è stata consegnata ma so per certo che non è stata ancora completata: per questo non vedo come si possa giungere a questa eventuale conclusione”. Lo dice, Maurizio Carbone, il pm della Procura della Repubblica di Taranto, titolare delle indagini sulla morte di Pietrino Vanacore, l'ex portiere del palazzo di via Poma a Roma, dove fu uccisa Simonetta Cesaroni, a proposito di quanto pubblicato oggi da un quotidiano circa le anticipazioni degli esiti della perizia medico-legale sul corpo dell'uomo, ritrovato senza vita a marzo nelle acque basse della costa jonica di 'Torre Ovo, vicino Torricella.

“Alla conclusione della perizia mancano ancora alcuni giorni”, aggiunge Carbone. “L'unica anticipazione che si può fare - conclude Carbone - è quella sull'esito dell'analisi del contenuto della bottiglietta di plastica”, ritrovata nell'auto di Vanacore parcheggiata nei pressi del luogo del ritrovamento del cadavere. Carbone spiega che “non c'era diserbante”, come si è ritenuto in un primo tempo, “ma un liquido per radiatore di auto. Non è escluso che anche quello possa avere effetti di stordimento - conclude il pm - come non è escluso che Vanacore possa avere ingerito diserbante o qualche altro liquido in un altro luogo”.

Prossima udienza il 7 giugno; se si presenteranno o se risponderanno, saranno chiamati Giuseppa De Luca (la moglie di Pietrino Vanacore), Mario Vanacore, Salvatore Volponi (datore di lavoro della Reli Sas di Simonetta), 2 amiche della mamma di Busco, la ginecologa di Simonetta e i genitori di Busco.

 

Giovanni Lucifora

centrometeo.com