LUIGI TENCO: La procura riapre il caso (Podcast)

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LUIGI TENCO: L'inchiesta di Pasquale Ragone e la riapertura del fascicolo

Una decisione che ci fa piacere perché riapre un caso oscurato da troppe Zone d'Ombra e premia il giornalismo investigativo. Nel podcast la ricostruzione della vicenda nella trasmissione DENTRO LA CRONACA - LUIGI TENCO - in onda su radio Manà Manà nel 2012. 

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(Dal quotidiano: La Stampa) La procura di Imperia ha aperto un’inchiesta sulla morte di Luigi Tenco. L’ennesima, dopo l’ennesimo esposto (presentato a gennaio) che mette in dubbio la ricostruzione storica che affida ad un suicidio il tragico destino scelto dal cantautore durante l’edizione del Festival di Sanremo del 1967. Per l’ufficio requirente diretto dal procuratore Giuseppa Geremia si è trattato di un atto dovuto. Lo stesso magistrato ha fatto sapere che non ci sarà un’ulteriore riesumazione della salma (come era avvenuto nel 2006), non ne sussistono gli estremi. L’attività istruttoria è stata avviata dopo la ricezione degli atti da Roma dove era stato presentato l’esposto che pone una serie di interrogativi sulla ricostruzione balistica che aveva visto chiudere il caso come suicidio.

Di fatto le ultime indagini sulla morte di Tenco avevano portato alla luce una serie di anomalie, come il «balletto» del cadavere, portato frettolosamente dalla camera dell’Hotel Savoia al cimitero e poi riportato all’albergo per ordine della polizia, a disposizione di fotografi e telecamere, con la singolarità di aver infilato i piedi di Tenco sotto un mobile, in una posizione sull’altro che naturale.

Nell’esposto presentato dal giornalista Pasquale Ragone si chiede la verifica dell’accertamento balistico. Per Ragone esistono una serie di «incongruenze» emerse dall’analisi documentale fatta dallo psichiatra forense Francesco Bruno, dal professore di balistica Martino Farneti e dal grafologo Vincenzo Tarantino.

«Dalle conclusioni delle tre consulenze - riporta l’esposto - emerge che la pistola di Luigi Tenco (con la quale quest’ultimo avrebbe compiuto il suicidio) non sparò alcun colpo nè fu mai ritrovata sulla scena dell’evento, che sulle mani di Luigi Tenco non sono state trovate particelle trimelliche in seguito allo Stub effettuato, decretando che quindi non fu Tenco a premere il grilletto, il biglietto a firma di Luigi Tenco agli atti dell’inchiesta non fu ritrovato sulla scena dell’evento e presenta elementi importanti che non lo collocano nella casistica degli scritti tipici dei suicidi». Ora la parola passa ai magistrati della procura di Imperia.


Giulio Gavino