VITTIME DELLE FORZE DELL’ORDINE: familiari uniti per la verità.

Spunti quotidiani

(Federico Aldrovandi)

Tre donne unite nel dolore per la follia di alcuni appartenenti alle forze dell’ordine.

Le vittime.

Stefano Cucchi. Roma: arrestato il 15 ottobre scorso per possesso di stupefacenti muore dopo una settimana senza la possibilità di rivedere i familiari.

Giuseppe Uva. Varese: fermato in stato di ebbrezza alle 3 del mattino del 14 giugno 2008, portato nella caserma di via Saffi, subisce violenze per tre ore.  Muore la mattina dopo.

Federico Aldrovandi. Ferrara: la notte del 25 settembre 2005, quattro agenti aggrediscono il ragazzo (18 anni) in preda ai fumi dell’alcol. All’arrivo dell’ambulanza il giovane è morto.



La lettera aperta della mamma di Federico a Ilaria Cucchi, sorella di Stefano.

Cara Ilaria, queste sono le mie foto. Quelle di Federico. Questo è ciò che con legge si vorrebbe nascondere.

Siamo entrambe legate da un terribile destino. Vivere senza mio figlio Federico e tuo fratello Stefano.

Entrambe conosciamo la fatica e il calvario per avere verità e giustizia per i nostri cari.

Questa foto di Federico, morto per “malore” è stata pubblicata su Liberazione in prima pagina, quando nessuno pareva voler fare veramente indagini.

Questa foto del sangue di mio figlio ha tolto il fiato alle coscienze di chi non voleva vedere o dire. Il Pubblico Ministero è cambiato e le indagini sono state avviate veramente fino a far condannare chi le aveva fatte fino a quel momento.

Entrambe conosciamo la violenza dell’autorità del potere quando mistifica, nasconde. Di fronte al quale si soccombe perché non si è creduti, perché la verità è terribilmente scomoda.

Abbiamo registrato ciò che ci veniva detto perché dopo veniva negato. Violenza su violenza. La parola di una semplice cittadina contro l’istituzione.

Questo si voleva che fosse. I testimoni dopo averci parlato si defilavano, negavano di averlo fatto o smentivano se stessi. Questa foto, Ilaria, è quella di tuo fratello Stefano. È il pugno della verità sulla menzogna e sui depistaggi.

Anche per la mia famiglia intervenne il Presidente della Camera. Anche questo ci accomuna.

Ho lottato anche perchè ciò che è successo a mio figlio non si ripeta mai più. Quindi perché eliminare proprio tutto ciò che lo stesso Giudice ha riconosciuto esser stato determinante affinché non ci venisse negata Giustizia!

Ciao Ilaria.

La mia famiglia è cattolica e di idee da sempre vicino alla sinistra, ma mi piace il tuo Presidente.

Ti voglio bene.


Patrizia