LA COPPA RIMET: Le Zone d’Ombra

Spunti quotidiani

Mentre in Sud Africa si stanno decidendo le sorti della Coppa del Mondo, noi vi raccontiamo la storia della Coppa Rimet, madre dell’attuale trofeo.

L’attuale massimo riconoscimento mondiale per nazioni è rappresentato da un prodotto tutto italiano, disegnata dall'orafo e scultore Silvio Gazzaniga e realizzata dall'oreficeria Bertoni di Milano; il precedente trofeo invece fu realizzata da un orafo parigino su incarico dell’allora presidente della Federazione, Jules Rimet. La prima coppa fu vinta nel 1930 dall’Uruguay, e dopo altre 8 assegnazioni andò definitivamente, nel 1970, al Brasile che dopo tre mondiali vinti guadagnò anche il diritto a tenerla per sempre.

La coppa Rimet è una statua che rappresenta una vittoria alata che regge una coppa. Peso complessivo: 4 chilogrammi di cui un chilo e otto etti di oro a 18 carati. Strumento del desiderio di collezionisti e criminali, è stato, ed è attualmente, oggetto di Zone d’Ombra, varie vicissitudini e vari furti.

Nel 1938 la coppa era in Italia in quanto gli azzurri avevano vinto il mondiale in Francia; quando scoppiò la guerra, la prese in consegna l’ingegner Ottorino Barassi, segretario della Federcalcio. Quei due chili d’oro in quel momento erano ricercatissimi e i nazisti si presentarono a casa dell’ingegnere a Roma in piazza Adriana dove dopo ‘un’accurata’ perquisizione non la trovarono; era sotto il letto.

Finisce la guerra, nel mondo torna la pace e nel 1966 l’Inghilterra organizza i mondiali. A marzo dello stesso anno, durante una mostra di francobolli sportivi viene esposta anche la Coppa Rimet che però viene rubata. La collezione di francobolli invece non viene toccata eppure il loro valore superava i 6 miliardi di lire.

Passano i giorni e la polizia indaga senza nessun effetto; poi arriva una lettera anonima: chi ha rubato il trofeo vuole trattare e si comprende che la coppa non è ancora stata fusa. Dopo una settimana dal furto, accade però un episodio alquanto curioso, che definire Zona d’Ombra è un eufemismo; e sì, perché un cane a spasso con il padrone tale David Corbett, impiegato in un'agenzia di viaggi, inizia ad annusare un pacco, strappa la carta di giornale che lo avvolge e all’interno c’è proprio il prezioso trofeo.

Tutto bene ma i responsabili del furto non verranno individuati. Ma ad alimentare il mistero anche le voci secondo le quali la Coppa Rimet, dopo essere stata rubata, è stata riprodotta e restituita la copia. E in effetti, abbandonare il trofeo in strada dopo averlo rubato, non ha senso. Fu anche individuato un portuale quarantenne Edward Betchley ma dopo un po’ fu scarcerato.

Ma la strana storia della Coppa Rimet non finisce qui. Nel 1983, cinque brasiliani (la coppa è ormai definitivamente in Brasile) la rubano di nuovo; la fondono e la vendono per un quarto del suo valore. Custodita in una sala della sede della Federcalcio a Rio, dopo essere stata prelevata dai ladri, fu trasformata in lingotti d'oro.

E in effetti alcuni giorni dopo il furto. la polizia comunica ufficialmente che, trasformati in lingotti, i 1800 grammi d'oro più famosi del calcio mondiale (per un valore di oltre 200 milioni dell'epoca), sono stati fusi e venduti esattamente per un quarto del loro valore reale.

 

Giovanni Lucifora