FRANCESCO COSSIGA: Le quattro lettere del presidente.

Spunti quotidiani

E così, con la morte del presidente Cossiga, l’obiettivo di siti come questo perdono la speranza di fare luce su alcune Zone d’Ombra che ancora avvolgono il nostro paese.

‘Il politico’ per eccellenza, l’anticonformista a tutti i costi, ‘il picconatore’ per il bene del paese. Da Gladio a Ustica, dagli anni di piombo ai rapporti internazionali quando la politica non era alla portata di tutti, e i politici corrotti rubavano denaro per il partito e non (come oggi) per il bene personale.

Anni di cui ancora oggi facciamo fatica a comprenderne i passaggi e sicuramente non ne conosciamo gli intrecci. Intrecci fatti di servizi segreti deviati e tentativi di golpe più o meno riusciti fino alla frase inquietante sui manifestanti in giro per Roma. Non erano gli anni di piombo ma appena 2 anni fa: “Voglio sentire il suono delle ambulanze. Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari?

Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì”. Parole dell’ex capo di stato Francesco Cossiga, quasi una confessione.

Una lunga carriera politico-istituzionale, dall'arrivo al ministero dell'interno nel 1976, alle dimissioni da presidente della repubblica nel 1992. Tanti episodi, spesso oscuri, che lo hanno legato indissolubilmente alle stragi, ai complotti, al terrorismo e al golpismo, fino al giorno della sua morte, giorno nel quale vengono annunciate quattro lettere del presidente Francesco Cossiga indirizzate alle massime autorità: al capo dello Stato, ai presidenti di camera e senato e al premier. Cosa c’è scritto in quelle lettere? Ci sono riferimenti alle Zone d’Ombra che hanno caratterizzato la prima repubblica? Ci sono nomi, date e luoghi?

C’è chi dice che il velo oscuro cadrà solo nel momento in cui verrà tolto il segreto di Stato, ma ne siamo sicuri? Occultare, nel nostro paese, è cosa da ragazzi. Far credere cose che non esistono anche. La speranza è l’ultima a morire, allora attenderemo. Restiamo speranzosi, anche perché da qualche parte, prima o poi, si dovrà iniziare per dare un senso di legalità alle istituzioni. Forse è chiedere troppo, ma magari si potrebbe iniziare facendo leggere al popolo sovrano le lettere scritte da Cossiga, colui che fu il primo cittadino italiano. Ovviamente senza tralasciare nulla del testo... o magari cercando altre 'Lettere'. L'ex garante della Costituzione potrebbe aver passato la ‘patata bollente’ a Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi, o almeno con questo gesto potrebbe aver comunicato che adesso, la verità, sarà gestita da loro. E’ forse l’ultimo colpo del picconatore?

QUI il testo di 3 delle 4 lettere

 

Giovanni Lucifora