Il racket dell'elemosina

Spunti quotidiani

 

La scena è sempre la stessa: si avvicinano alle automobili ferme ai semafori, con i piedi scalzi, coperti da un cappotto lurido. Sono infreddoliti e chiedono l'elemosina.

Si tratta di una vera e propria organizzazione. Solo a Roma si pensa che i mendicanti siano circa 500.

Sono originari dell'Est Europa, in gran parte Romeni, mentre quelli che evidenziano menomazioni fisiche provengono dai paesi della ex Jugoslavia, martoriati dalle guerre. Questi poveri individui si comportano in maniera alquanto singolare: chiedono solo denaro, ma rifiutano categoricamente abiti e una sistemazione alloggiativa, quasi a voler dimostrare che quel particolare vestiario non è nient'altro che una divisa…

 

E' chiaro come dietro tutto ciò, ci sia un vero e proprio racket dell'elemosina. Una vera e propria organizzazione a delinquere, dedita allo sfruttamento dell'immigrazione e al riciclo del denaro sporco. Il giro d'affari è tutt'altro che trascurabile. Si pensa che un mendicante intaschi di media 2 euro al minuto, quando il semaforo è rosso. Facendo dei calcoli più o meno approssimativi, possiamo dire che un mendicante può arrivare ad intascare 250-300 euro al giorno.

La macchina organizzativa è ben oliata: ogni mattina gli sfruttati, vengono accompagnati con un furgone sul luogo di lavoro. L'inizio è fissato alle 7 e può terminare alle 21.

La considerazione amara è che questi poveri individui hanno un destino già segnato. Dopo alcuni anni di elemosina, li aspettano inesorabilmente droga e prostituzione.

Allontanarli dagli incroci non risolve certo il problema. Chi mendica per strada è l'ultimo anello di una catena da abbattere. L'obiettivo deve essere più incisivo e le forze di polizia da alcuni anni si stanno efficacemente adoperando in tal senso: cioè sradicare il racket alle spalle di queste persone, al fine di risalire ai veri responsabili che sfruttano disagio e disperazione.

Massimo Lippolis

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