STEFANO CUCCHI: Riflettiamo

Spunti quotidiani

Dopo la sentenza.
Chi ha picchiato Stefano Cucchi?


Rabbia, lacrime e soddisfazione. Un mix drammatico concentrato nell’aula bunker di Rebibbia al momento della lettura della sentenza per la morte del geometra romano deceduto una settimana dopo il suo arresto; era l’ottobre del 2009.

Oggi, giugno 2013, la Corte d’assise di Roma si è pronunciata: dei 12 imputati, 5 sono stati condannati per omicidio colposo, uno per falso ideologico, gli altri 6 assolti. A pagare sono stati i medici, mentre i tre infermieri e i tre agenti della polizia penitenziaria non c’entrano nulla. Ma allora perché Cucchi aveva quei segni sul corpo? Sono stati i medici? Le motivazioni della sentenza chiariranno alcuni passaggi al momento sconosciuti, ma oggi possiamo certamente dire che la Giustizia non ha chiarito l’origine di quei segni che tanto hanno indignato l’opinione pubblica e tanto hanno fatto, e fanno soffrire i familiari di Stefano Cucchi.

A questo punto sono 2 i fronti da seguire, 2 dichiarazioni: una del senatore Carlo Giovanardi (quello che aveva detto che a uccidere Cucchi erano stati i suoi amici spacciatori): “Purtroppo, come ho detto fin dall'inizio, - dichiara Giovanardi in una nota - le problematiche del povero Stefano Cucchi avrebbero dovuto trovare maggiore attenzione da parte di chi era tenuto a contrastare la sua presunta volontà di non volersi nè nutrire nè curare”. Dito puntato dunque contro i medici.

L’altro fronte invece è quello dell’avvocato Fabio Anselmo (legale parte civile): “Questo è un fallimento dello Stato, perchè considerare che Stefano Cucchi è morto per colpa medica è un insulto alla sua memoria e a questa famiglia che ha sopportato tanto. E’ un insulto alla stessa Giustizia”. Respiriamo, calma, attendiamo le motivazioni poi il secondo round con l’appello.

Le condanne:
Omicidio colposo – 2 anni - il primario Aldo Fierro.
Omicidio colposo – 1 anno e 4 mesi - i medici Stefania Cordi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo.
Falso ideologico – 8 mesi - Rosita Caponetti


Assolti
Insufficienza di prove - 3 agenti della polizia penitenziaria
Formula piena - 3 infermieri   

Giovanni Lucifora