CESARE BATTISTI: Intervista a Giuseppe Cruciani

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Si sa, la storia a volte è differente da come viene descritta, eppure ci sono casi difficili da rivisitare. Quello di Cesare Battisti, il delinquente e non l’irredentista italiano, potrebbe rientrare in questa casistica. C’è chi lo difende e chi invece lo accusa; lui, ovviamente, dice: “Non ho ucciso nessuno, né il gioielliere, né il poliziotto. All’epoca di questi omicidi non ero più membro dei Pac”. Appare dunque normale che un condannato difenda la sua posizione innocentista, diverso è invece comprendere gli intellettuali e i politici che vogliono riscrivere la storia di un uomo che, dopo 9 processi (tra il 1981 e il 1993), risulta essere un assassino. Chi non ha dubbi sulla sua colpevolezza e punta il dito contro i difensori è il giornalista Giuseppe Cruciani, conduttore della trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’ (Radio 24). Cruciani è autore del libro ‘Gli amici del terrorista’ (ed. Sperling e Kupfer).

Cruciani, chi difende Battisti e perché?

E’ difeso da un gruppo nutrito di intellettuali, politici e scrittori italiani, francesi e brasiliani che hanno in comune una visione della vicenda del terrorismo in Italia sbagliata. Pensano che Battisti sia un perseguitato. C’è chi pensa che lo Stato e terroristi siano sullo stesso piano, con lo Stato come soggetto negativo contro i sognatori rivoluzionari. Poi ci sono i reduci degli anni di piombo e i nuovi amici in Francia che non sanno nulla degli anni di piombo; da aggiungere anche i brasiliani, quelli della fazione più a sinistra del partito dei lavoratori al potere.

Secondo alcune teorie non sarebbe provata la responsabilità di Battisti negli omicidi Torregiani e Sabbadin…

Nessun dubbio. E’ stato accusato di essere l’ideatore dell’omicidio Torregiani mentre partecipò materialmente all’omicidio Sabbadin.

L’accusa principale che viene fatta alle sentenze è che queste si basano sui pentiti, anzi su uno solo, Pietro Mutti. Battisti in realtà non è accusato da un solo pentito ma direttamente almeno da altri due e forse tre. Inoltre i ‘dissociati’ non hanno fatto nomi ma hanno delineato un quadro generale della situazione. Poi ci sono prove materiali, intercettazioni, spostamenti, testimonianze e ben 9 sentenze.

Il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Gerso ha rigettato la richiesta di estradizione. Battisti dunque rimane in carcere in Brasile.

Sarebbe stato sorprendente se il presidente Lula avesse capovolto la decisione del suo ministro. Scandaloso ma prevedibile. E’ una vicenda molto interna alla politica brasiliana. Poi ho letto anche di alcune commesse legate alla Tim in Brasile per cui Lula avrebbe dato uno schiaffo all’Italia ma io tenderei ad escluderla come motivazione.

 Chi è oggi Cesare Battisti?

Il tempo non può allontanarlo dalle sue responsabilità. Oggi Battisti non sembra abbia cambiato posizioni ideologiche nei confronti dello Stato. Non mi sembra si sia mai pentito. Prima ha ammesso di aver sparato poi ha cambiato tesi. Sono tutte strategie difensive ma l’evidenza dei fatti è un’altra.

 

Giovanni Lucifora

(Incontro, l'altra informazione)