LUCA MAGNOTTA: Il modello killer

Casi risolti

Il pornostar fermato in Germania.

Dubbi sul numero delle vittime


C'è un odore strano la mattina del 30 maggio nel vicolo residenziale di Notre-Dame-de-Grace a Montreal , proviene da una valigetta chiusa con un lucchetto che sta in mezzo ai rifiuti, ad accorgersene a il portiere dello stabile Michael Nadeauè che, insieme a due amici, decide di aprirla.

Immaginate un uomo dalla pelle bianca ma senza la testa, senza le gambe e senza le braccia, immaginatelo sporco di sangue e in stato di decomposizione e pieno di vermi. Ecco, questo è il contenuto della valigia.



A Michael Nadeauè servono alcuni minuti per capire di cosa si tratti e vincere la paura poi chiama la polizia che arriva nel giro di pochi minuti intanto il portiere per riprendersi si beve una birra e fuma una sigaretta. È ancora sotto shock.

Nessuno è in grado di determinare se si tratti del corpo di un uomo o una donna.
La scoperta, intanto, ha creato un'onda d'urto nel quartiere e molti curiosi si sono radunati intorno al perimetro segnato dalla polizia.

Immediato arriva  il collegamento con il pacco recapitato alla sede del partito conservatore ad Ottawa, non molto distante da Montreal, con all'interno un piede umano in decomposizione, anche se la polizia dice che è presto per fare ipotesi.

L'unico sospettato e ricercato è Luca Rocco Magnotta, un attore porno conosciuto anche come Eric Newman Clinton e Vladimir Romanov. Il suo nome era già noto alle forze dell'ordine canadesi per essere stato associato a un video shock in cui vengono brutalmente due gattini e, soprattutto per delle voci che lo indicavano come l'amante dell'omicida Karla Homolka.

Intanto il giornale di Montreal e l'agenzia QMI rendono nota l'esistenza di un video della durata di 11 minuti e messo in rete il 25 maggio in cui il Magnotta si riprendeva durante l'omicidio. Nel video si vede la vittima distesa su un letto bendata con i piedi e le gambe attaccate ad ogni angolo del letto. All'inizio l'assassino si muove intorno a lui, poi, lo colpisce al volto e all'addome con un oggetto appuntito che sembra essere un rompighiaccio, taglia lembi di pelle e inscena un rapporto sessuale. Prova addirittura a tagliare una parte del cadavere con coltello e forchetta come se volesse mangiarlo. Alla fine del video si vede la fotografia di un braccio in quello che sembra un congelatore. La vittima è forse un uomo relativamente giovane, di origine straniera, probabilmente asiatica. Il macabro video ha addirittura una musica di sottofondo, True Faith, la canzone di apertura di American Psyco.

Il video è anche accompagnato da un duro monito: “questa è senza dubbio la cosa più pazza che potrete mai vedere nella vostra vita”.

In tutto il Canada è caccia all'uomo, si teme che Luca Magnotta possa colpire ancora, gli psicologi della scientifica lo hanno definito un mitomane psicologicamente instabile, una bomba ad orologeria che potrebbe esplodere da un momento all'altro.

Intanto viene identificata la vittima, si tratta del 33enne cinese Lin Jun. Divorziato ed  arrivato in Canada l'anno prima per studiare ingegneria e informatica alla Concordia university ne era stata denunciata la scomparsa pochi giorni prima dei macabri ritrovamenti dai familiari.

La polizia rintraccia la famiglia di Magnotta a  Peterborough, dove vivono la madre e la sorella che però si rifiutano di collaborare con le forze dell'ordine.

Le indagini intanto spingono la polizia canadese sulla pista internazionale, il killer infatti sembra scappato in Europa il 26 maggio, due giorni dopo l'omicidio, si pensa in Francia per via di alcune foto postate sul suo profilo che erano però state scattate due anni prima. Viene allertata anche l'Interpol e Luca Rocco Magnotta diventa ricercato in oltre 190 paesi.

Il modello verrà immortalato dalle telecamere di sicurezza di un areo porto il 4 giugno e arrestato il giorno successivo a Berlino all'interno di un internet caffè mentre stava leggendo cosa scrivevano di lui i giornali. Dovrà rispondere delle accuse di omicidio premeditato ed oltraggio di cadavere.


Lorenzo Bozzi